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venerdì 18 marzo 2011

Hello retorica

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Goodbye malinconia



domenica 27 febbraio 2011

Ogni maledetta domenica

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
 Senza parole



martedì 22 febbraio 2011

È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Molte persone credono di riflettere mentre stanno solo riordinando i loro pregiudizi.

Provate a guardare questo spot senza pregiudizi. Se ci riuscite scrivete come avete fatto e diffondete subito il verbo. La gente (termine usato come dispregiativo collettivo di persone) è sempre piena di pregiudizi. Ed è un vero peccato ma anche una grande risorsa perché la mente umana lavora al risparmio e aggrapparci ad una convinzione pregressa ci facilita le cose. Siamo biologicamente progettati per avere dei pregiudizi. Il motivo è l'istinto di sopravvivenza lotta o fuggi davanti ad un probabile predatore  se siamo in pericolo non può richiedere una riflessione accurata. Essere preda o cacciatore adesso che ci siamo evoluti è molto relativo e può richiedere molto tempo per essere stabilito. L'unica cosa uguale è che se sei preda non occorre che tu conosca le regole del gioco. La vita un tempo era in ballo in una questione di decimi di secondo, adesso non lo è più ma ci è rimasto il suddividere in categorie le cose, etichettarle per rendere le cose più semplici. Così qualcosa che si è sviluppato come qualcosa per aiutarci a sopravvivere con il tempo è diventato qualcosa con cui si vive peggio. Questo è uno spot significante al riguardo di un'agenzia brasiliana (eh già non hanno solo sederi e calciatori)... mi è piaciuto perché le immagini scorrono uguali parallelamente e solo le parole cambiano, quante storie può essere la stessa storia con parole diverse o vista da occhi diversi?

lunedì 21 febbraio 2011

E' il futuro

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
E' il futuro?


Nuovo spot con testimonial George Clooney per Fastweb questa volta Fibra100. Dopo aver prestato il volto al caffè nespresso il caro George è passato alla telefonia. Il primo spot era poco convincente lui scendeva dall'aereo e veniva accolto in aereoporto da persone che lo prendevano come un possibile sosia del famoso attore hollywoodiano. Lasciamogliela passare era una sorta di presentazione del testimonial. Ma il secondo spot? Lo spot di seguito ha uno story pregnante. George è in un tombino nei pressi del Colosseo una signora gli chiede che ci faccia nel tombino e lui tutto esaltato le risponde: "è il futuro" segue gag comica con la signora portata via dal vigile urbano che non crede alla storia del tombino. Che significa che questo poveraccio è passato dal sorseggiare caffeina in paradiso ad andare per tombini? Uno si immagina un futuro fatto di macchine volanti al massimo non sottoterra, a meno che per futuro non si intenda la strategia politica del nuovo millennio ovvero cercare di far passare per pazza una donna che dice la verità. Comunque conosco persone verso cui nutro una profonda stima che hanno riso guardandolo. Il che mi ha fatto perdere un po' di stima nelle persone ma io continuo a pensare che sia una trovata come per Julia Roberts nello spot Lavazza. Ho un problema da quando voglio fare questo lavoro quando vedo uno spot mi immagino sempre la riunione, il creativo, il cliente che ne parlano e si esaltano mentre decidono "Allora abbiamo avuto questa visione, un'idea mettiamo Clooney nel tombino esce e dice "è il futuro" e tutti fanno ooooooh che bello questa è davvero fantastica un po' come nello spot di Miss Evelyn.

martedì 8 febbraio 2011

Chi ama, baci

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Se mi ami, taci

Spot San Valentino 2011 baci perugina completamente diverso dalla linea dei classici
spot melensi per fotografia, musica e testo firmato Armando Testa. L'ho incrociato in tv 
e dopo aver sentito le parole ero piena di un senso di ammirazione verso il copy autore 
del testo. 



I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito
ma i ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell'abbagliante splendore del loro primo amore.

Pensavo a questa cosa e mi convincevo che sì è proprio il lavoro che voglio fare. 
Inutile dirvi il senso di frustrazione quando ho scoperto che il testo è di Jacques Prévert. Ho scoperto davvero un grande copy... sgrunt. In effetti le porte della notte mi sembravano già sentite. Ma possibile che non lo scrivano da nessun lato che è di Prévert? Almeno uno si mette l'anima in pace e fa l'aspirante poetessa. Bella anche la musica sembra il primo accordo di Forever Young degli Youth Group riarrangiato ma chissà... Comunque sarebbe bello se scrivessero negli spot il nome del posto, il nome della canzone o la citazione. Diventerebbero uno strumento educativo. Ok, la smetto sono cose che interessano solo me al mondo. Forse.

lunedì 7 febbraio 2011

La volontà permette di raggiungere ogni obiettivo, il fallimento non è contemplato.

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Non è più il 1984

Bello lo spot per il Motorola Xoom mandato durante il Super Bowl con riferimento diretto ad uno spot Apple del 1984. Non è più il 1984 ma insomma poco è cambiato siamo tutti automi con gli auricolari bianchi sudditi di Jobs. Non ho mai visto il Super Bowl e non conosco le regole del football, ieri ero curiosa ma ho visto Inter-Roma ma certo è che gli spot che passano dentro al Super sono davvero uno meglio dell'altro. Dimostrazione che a fronte di un pubblico vasto, quindi di una reale possibilità di fare la differenza, c'è maggiore sforzo. Anche lo spot Chrysler con testimonial d'eccezione Eminem è un po' retorico ma cazzuto. Ora divamperà la polemica sui 9 milioni di dollari che ha speso Marchionne per il passaggio di uno spot di 2 minuti, ma cavolo viene voglia di comprare solo cose fatte a Detroit. Farlo simile per la Fiat a Torino magari con i Subsonica non avrebbe dato proprio lo stesso effetto. Specialmente per la frase "il fallimento non è contemplato" a quel punto meglio il motto "crederci sempre arrendersi mai" della Ventura.


Ho visto cose che voi umani...

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
L'essenziale è invisibile agli occhi

Quando si fa un colloquio di solito chi vuole essere assunto è nella versione automa perfetto 2.0 per fare una buona impressione e chi cerca è nella versione Freud per capire la personalità di chi ha davanti. Obiettivo molto ambizioso visto il tempo e le domande classiche. A meno che uno nella vita abbia fatta qualcosa di pazzesco come il monaco tibetano per cercare se stesso o il becchino, noi giovani che ci affacciano in agenzia dobbiamo apparire in quella manciata di minuti tutti molto simili. Secondo me alla fine ci si limita a capire che non siamo proprio fuori di testa e poi si incrociano le dita sulla scia di una buona sensazione a pelle. Al primo colloquio della mia vita mi dissero che potevo andare bene per un secondo colloquio per via delle risposte un po' assurde. Ho ripensato ad ogni parola che ho detto e ancora oggi non capisco cosa ci fosse di tanto assurdo. Dopo lunghe riflessioni senza arrivare a capire nulla sono giunta alla conclusione di essere assurda fino in fondo, genuinamente assurda. Ovviamente poi finì lì con quel colloquio. Non erano evidentemente pronti.

Una dote sottovalutata nella ricerca di un collaboratore è invece la discrezione. Dote utilissima in ufficio covo di serpi ops pettegolezzi e gossip, io ad esempio ho nel cv di saper mantenere i segreti a meraviglia per dire sono mesi che sono Donna Draper.



Questa serie di spot di Try Oslo per l'associazione norvegese per i ciechi trova un modo molto carino e diretto secondo me per promuovere l'assunzione dei non vedenti. Specialmente il secondo che associa l'energia elettrica alla questione e non si nasconde dietro ai pietismi dei diversamente vedenti o diversamente qualsiasi cosa che sia una malattia. Ecco io sono riservata ci vedo bene ma so anche stare zitta. Cavolo però ora che ci penso sembra proprio mafiosa questa affermazione o magari è solo assurda. Diversamente assurda.

venerdì 4 febbraio 2011

Sognando california/uramaki

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Il sushi dallo al gatto


martedì 1 febbraio 2011

Don't touch my car

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Scherzi a parte


Europcar ha deciso con la complicità di Ogilvy & Mather in Francia di promuovere così il proprio servizio di car rent. Uno scherzetto innocente ai danni di alcuni automobilisti che, usciti dal negozio, si sono ritrovati al posto della macchina un cumulo di latta, con la propria targa in evidenza. Disperazione aumentata anche dalla conferma che la distruzione dell’auto è avvenuta per opera delle autorità, causa l’attuazione di  un piano regolatore che prevede la diminuzione delle macchine in circolazione.
Io penso che sarei semplicemente morta e non sarei arrivata viva a comprendere lo scherzo. Sarò una persona orrenda legata ai beni terreni ma per un graffio allo specchietto sono in grado di andare fuori di testa, figuriamoci a trovarla ridotta una lamiera accartocciata. Il video Crush Hour ha fatto 2,5 milioni di visualizzazioni su youtube ma cosa dire delle povere coronarie delle vittime dello scherzo? Che poi il concetto è che se può succedere di tutto alla macchina tanto vale affittarla e non averne una? Che idea disbanded.

lunedì 31 gennaio 2011

Vivere senza confini

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
I'm walking down the line that divides me somewhere in my mind 

Faccio sempre quella che se ne frega delle etichette invece sono una persona complicata a cui piacciono le cose semplici. Ci sono situazioni invece in cui il confine è labile e io gioco sempre sul filo del fuorigioco tra fughe e ritorni violenti. Bisognerebbe tracciarli a tavolino i confini, come quelli dell'Africa tutti un po' squadrati. Sarebbe tutto più semplice ma probabilmente mi annoierei e lamenterei lo stesso. 

A proposito di confini da non superare ma a "sproposito" con ciò che ho scritto prima, questo è un bello spot contro gli abusi si chiama The Havens 'Where Is Your Line?'. Il video racconta di una serata tra amici e c'è sopra la linea di youtube una linea in cui dovete cliccare quando secondo voi comincia ad essere spiacevole l'approccio del ragazzo. Vi rimanderà a seconda del punto in cui cliccate a pagine diverse con percentuali interessanti. A me sembra un' idea brillante. Un po' troppo crudo ma diretto quanto serve.

domenica 30 gennaio 2011

Amo l'amore e odio gli innamorati

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
L' amore è un gioco ad incastro, trova il tuo pezzo giusto.


Bello spot brasiliano per un'agenzia d' incontri, in Italia invece meetic comunica ancora cosìcon il suo claim "Ogni settimana più di 300 storie d'amore. E  la tua quando inizia" quindi sono 300x52=15600 storie d'amore l'anno. Ecco se uno fosse un minimo sfiduciato da pensare di iscriversi figuriamoci dopo il rapido calcolo. Truly madly deeply disbanded.

venerdì 28 gennaio 2011

Happiness when you're eight

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Una volta avevo un biscotto al burro ed uno al cioccolato: li amavo entrambi.

venerdì 14 gennaio 2011

Ecco, hai fatto una bella frittata!

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Non si può fare un omelette senza rompere qualche uovo



L'agenzia Wieden & Kennedy di Londra firma uno spot per il burro Lupark davvero teatrale. Bella l' idea di rendere spettacolo la cena creativa. Sapete quando ci si ritrova davanti all'eco che risuona nel frigo con la povera lampadina interna che si chiede dove siano finiti tutti e la disperata ricerca di improvvisare una cena arrangiata? Di solito il tentativo è reso tanto più difficile dal fatto che i 5 ingredienti  a disposizione (di cui uno è un limone con buone probabilità già aperto) spesso fanno anche a botte l'uno con l'altro. Le soluzioni a quel punto sono tre ci si può improvvisare Heinz Beck e tentare di mangiare il possibile sperimentando mix e accostamenti improbabili tipo bresaola su un letto di yogurt alla fragola, uscire a procacciare del cibo take away o ci si arrangia con una frittata. Infatti quelli di Wieden & Kennedy hanno puntato sull'omelette artistica con musica e fotografia perfette, così come la voce fuori campo. Peccato solo che somigli tanto all' intro del telefilm Dexter.



giovedì 13 gennaio 2011

La vita è una mer...

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole potere scegliere:
La proprietà transitiva dell'uguaglianza


Non sono mai stata particolarmente ferrata in matematica anche se a volte mi sono persa in ragionamenti su regole matematiche applicate alla vita. Come la storia dei numeri primi, no? Giordano ci ha fatto una fortuna con quella storia lì, io ad esempio ho comprato il libro solo per il titolo "La solitudine dei numeri primi". Che poi il fatto che soffrano di solitudine i numeri primi a me non è mai sembrata convincente, sono così tanti. Altra questione che mi ha sempre incastrato i pensieri è quella del mistero delle rette parallele: per alcuni non si incontrano mai, per altri invece si incontrano all'infinito. Alla fine non ho capito ma ho deciso di credere che si incontreranno all'infinito quando non gliene fregherà più niente e come dice Guzzanti incontrandosi non si saluteranno. Una teoria invece chiarissima è quella che se A è uguale a B e B è uguale a C, C sarà necessariamente uguale ad A. Dicesi proprietà transitiva dell'uguaglianza e si impara in terza elementare, ma evidentemente è sfuggita ai poeti che hanno pensato al nuovo spot Vicks Sinex Aloe. Lo spot infatti si conclude con il pay off "Respira la vita" dopo la smorfia di disgusto paterna all'odore di pannolone appena riempito del bimbo. Ora se la storia dell'uguaglianza è vera il messaggio è chiaro: la vita è una merda. I moderni Süskind hanno pensato che quando uno è raffreddato più del non sentire l'odore di crostata appena sfornata o il profumo della proprio amata un pover uomo non veda l'ora di stapparsi il naso per inebriarsi degli effluvi del pannolone del figlio. Cosaaaaaa? Se lo scopo è quello evviva il raffreddore. C'è da dire però che si scusano in anticipo. Ma anche no, che facciamo come quelli che chiedono permesso e poi ti danno una gomitata per passare? Perché poi la passano ad ore pasti dove è meno probabile che le persone li possano scusare? Io non li scuso per una pubblicità così tristemente merdosa.

mercoledì 12 gennaio 2011

Alfonso Luigi Marra colpisce ancora

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
E' davvero bellissimo

Dopo lo spot con la Arcuri e quello con la figlia Caterina (unica tra i vari personaggi ad avere la scusante familiare allo scempio) ci si poteva aspettare qualcosa di più? Sì, Marra è un uomo dalle mille sorprese e sfodera un altro spot, peggiore. Confermando che il trash è una delle poche cose in grado di stupire e che al momento in Italia è l'uomo che fa i migliori virali. Questa volta è il turno di Lele Mora per promuovere il libro leggendo sul gobbo frasi sconnesse e con il dito puntato verso l'inerme telespettatore. Comincia con una frase che sembra una presa di coscienza "tutto ciò che riguarda Marra è sempre la cosa più brutta del reame" poi però lo spirito critico subito muore e ci ricasca anche lui con "è il libro più straordinario che ho mai letto". Escludo che abbia letto molti libri di grammatica e forse l'altro che ha letto è la biografia di Costantino e quindi posso anche crederci, altrimenti vorrà dire che straordinario è stato preso con il significato più letterario del termine "fuori dall'ordinario". Poi il martire/principessa Mora ci informa di aver preso solo un euro pur di "rompere il silenzio assordante di quelli che potrebbero parlare ma credo temano inattesi cambiamenti". Lo strategismo sentimentale può provocare inattesi cambiamenti? Perché non restare nell'assordante silenzio? Con tanti sms solidali che ci sono è stata un'occasione persa per quell'euro. Ma la chiusa è la vera chicca stavolta il libro non è solo bellissimo è DAVVERO bellissimo. Certo che da Mora e la Arcuri non mi farei consigliare mai un libro, ma i testi degli spot cominciano a farmi venire la curiosità di quanto materiale ci potrebbe essere tra quelle pagine. Ecco lo sapevo... finirò per comprarlo.



martedì 11 gennaio 2011

Non smetterò di voler fare questo mestiere

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Smetterò di voler fare questo mestiere


Al momento i due titoli rappresentano la mia condizione di aspirante pubblicitaria, quello che vince è che continuerò perché non ci sono solo strategismi sentimentali, cameriere sexy con la fissa della pittura e "sofà beato chi se li fa". Ad esempio The Chase Film, spot creato per la Intel per pubblicizzare i nuovi processori Core è un buon motivo per credere che nell'adv qualcosa di buono sia rimasto. Forse. La storia è semplice una ragazza scappa da due loschi individui per proteggere un pacco. Può essere una ragione valida per continuare a sperare uno spot con una storia così? Cosa ci può essere di tanto spettacolare? Guardatelo! 

domenica 19 dicembre 2010

Meglio finti cinici che falsi moralisti

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Le donne non comandano il mondo solo perché toglierebbe loro il tempo per fare shopping


In un paese dove non ci si dovrebbe scandalizzare più per nulla, in cui abbiamo dovuto aspettare che il compimento della maggiore età risolvesse i pixel di una foto di uno scandalo Bunga-Bunga si riesce ancora a scandalizzarsi. Il che sarebbe quasi rincuorante se non fosse sempre per i motivi sbagliati. Il nuovo spot di Publicis Roma per la nuovo Twingo Miss Sixty ha creato molto rumore e si è gridato da subito allo scandalo e alla censura. Mandato in onda in un primo momento per intero dopo la richiesta di Rai e Mediaset sono state tagliate alcune scene per rendere il messaggio più soft e non sconvolgere le sensibilità italiche. Lo spot è semplicemente ironico l'unica pecca a volerla trovare è la macchina. Un'auto rosa adatta solo a Barbie pacchiana. Due ragazze sono ad una festa, la mora con una maglia rosa intenta in una noiosa conversazione con un uomo su un divanetto, l'altra biondastra in piedi nella sala con una camicia nera, si cominciano a scambiare sguardi e ammiccamenti e si ritrovano presto in una camera da letto. La mora si toglie la maglietta e la biondastra con la grazia di lottatore di sumo salta sul letto, benda la mora con un paio di calze nere e le ruba la maglietta perfettamente pendant con la macchina con la quale è arrivata e andrà via. Il tutto si chiude con "la competizione è femmina". E' un gioco e si capisce molto bene, se non altro dal salto sul letto. Da questa storia associazioni lesbo, gay & co. scesi dai carri con i boa colorati e bacchettoni vari hanno scatenato un putiferio. Le accuse a carico dello spot sono aver mortificato il ruolo dell'omosessualità, i contenuti troppo espliciti, il ruolo della donna mercificato. Da quando questo è un problema? 
A questo punto potevano incazzarsi anche le associazioni di categoria degli uomini noiosi che attaccano bottone alle feste. A me invece è sembrato un bel gesto di apertura ammesso che ci sia qualcosa di vagamente lesbo nello spot tanto più che dopo il taglio delle scene di pseudo seduzione è rimasta anche solo l'ombra dell'ironia della storia. Più che altro mandandola tagliata, si vede un tipa legata e un'altra che invece di aiutarla le fotte le chiavi dell'auto. Che con la chiusura la competizione è donna lancia proprio un bel messaggio non c'è che dire. Invece era così innovativa l'idea che due donne si possano accapigliare invece che per un uomo per una maglietta, io ci vedevo uno spiraglio di emancipazione dai soliti cliché. 
In Francia è uscito sempre per Renault Twingo questo spot "a proprio agio nel proprio tempo, a proprio agio nella propria Twingo" che possiamo scommettere non passerà mai i severi giudizi nostrani. Siamo un paese a cui piace scandalizzarsi ma in cui le puttane le chiamiamo escort che fa più fine e sembra tutto meno squallido. Come se chiamare le cose con nomi diversi ne cambi la sostanza. L'unica forma residua di pudore rimasta è nell'uso delle parole e purtroppo non nei fatti. Sarebbe preferibile predicare male e razzolare bene... meglio finti cinici che falsi moralisti.

venerdì 17 dicembre 2010

Amo le feste e odio il Natale

Titolo alternativo per il cliente esigente che vuole poter scegliere:
Da un punto di vista commerciale, se il Natale non esistesse bisognerebbe inventarlo

Arriva il Natale e come ogni anno giornali e tv si sprecano nei soliti servizi, i soliti sondaggi, i soliti consigli. Idee regalo e giù pagine di cagate a tutti i prezzi possibili, sforzi inutili perché tanto poi tutti gli anni capita il parente che ti regala i soldi e quello che ti regala il pigiama. Non si sa chi dei due ci abbia pensato meno. Non è che conta il pensiero, lasciamo perdere questa ipocrisia. Se apro un regalo e chi me l'ha comprato per vincoli sentimentali o parentali dimostra in un oggetto quanto non abbia capito un cavolo di me... tanto meglio che non si sprechi a comprarmi nulla. Si fa prima e si evita l'effetto sorpresa/ delusione e il falso sorriso di gratitudine. Per fare un esempio nella mia vita ho collezionato 24 pigiami scozzesi. Neanche fossi stata sempre sul punto di essere ricoverata. L'altro regalo tipico di natale è il profumo. Il profumo è solitamente una cosa da zia, e se vuole risparmiare è Gocce di Napoleon (mai sentito nulla di più osceno) che ha un odore che quando apri il pacchetto già ti penti di averlo fatto e anche quando ringrazi fintamente l'espressione nauseata risulta poco credibile. Seguono a ruota i libri e i completini intimi. Il libro è la traduzione di voglio spendere poco non mi va di pensarci. Il completino intimo è di solito l'idea furba del fidanzato/ trombamico/ pseudo ragazzo (...) che pensa di fare un regalo anche a sè stesso. Genio. Peccato che poi sbaglino di solito clamorosamente taglia e colore. Ho amiche da pizzo nero a cui sono stati regalati completi con i coniglietti rosa e viceserva. (Se volete provare comunque il brivido vi invito a vedere gli slip intimissimi da uomo. Offrono spunti interessanti e ho come sogno nel cassetto conoscere chi li disegna chi li pensa e soprattutto chi li approva).

Ma la cosa più odiosa di questo loop sempre uguale anno dopo anno più dei servizi sul freddo, la neve, i sondaggi pandoro-panettone, le mete ideali, i regali e film natalizi sono i consigli su cosa mangiare per le feste e poi quelli per dimagrire dopo le feste. Insieme. E sono insieme anche sui giornali o uno dopo l'altro nello stesso tg. Ma allora siamo scemi? A pagina 5 mi parli di burro e a pagina 25 mi consigli di correre la mattina alle 8 per un'oretta prima di andare al lavoro? L'unico modo per smaltire i kg presi durante le feste è ingrassare un po' già da prima. Tanto poi gennaio è il mese dei buoni propositi. In cui ci si iscrive in palestra e si corre tutti i giorni. Anche se per me  l'unico modo per correre sarebbe una motivazione forte, come quella di questo spot. 

domenica 5 dicembre 2010

A modo loro

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Tanto da Armando Testa non mi hanno mai risposto.

A me i testimonial sembrano sempre il modo più semplice di risolvere la questione creativa. Quando non c'è niente da dire e la marca non comunica intrinsecamente o ha un posizionamento poco deciso si piazza lì il testimonial e si tenta di far passare il tutto. Di solito non mi piacciono a prescindere, tra i peggiori di cui ho memoria spiccano la Kostner con la nonna che la fomentava a studiare ed allenarsi e Little Tony multiinfartuato per danacol con cuore matto di sottofondo. Il nuovo spot di AT per Lavazza ha addirittura la super testimonial internazionale, Julia Roberts nella parte di Venere ritratta da Botticelli. La Roberts ha tanti denti, una parrucca troppo folta e sorride ininterrottamente. Non dice una parola. Certo che sorride altro che per la bontà caffè, la special guest è stata pagata 1 milione e 200,000 euro. Per lei una passeggiata in paradiso davvero. Lo spot ha un atmosfera paradisiaca ostentata, lei è sfocata quasi quanto la D'Urso o Paola Ferrari riprese dalle telecamera con effetto speciale antirughe, la musica ha un arrangiamento stonato e le battute sono tristi. Prima si punta sul luogo comune con una spolverata di stereotipi "Sappiamo fare bene l'amore, ridere e il caffè" e la pizza e il bel canto? Per la serie non ci sono più le mezze stagioni...signora mia! Poi si passa al doppio senso infelice da cinepanettone che non fa neanche sorridere. Tutto questo con l'intento di veicolare il messaggio dell'eccellenza italiana per il caffè riconosciuta nel mondo. Ipotesi suggestiva se non si considera che gli americani non sono proprio gli intenditori del genere e che vivono di starbucks pannosi o acquosi caffè solubili. What else? Dovendo scegliere io preferirei bermi un caffè con Clooney. Qui lo Spot Lavazza Roberts

mercoledì 17 novembre 2010

L'insana passione per la pubblicità

I motivi che spingono una giovane a sognare di fare pubblicità sono diversi e deprecabili. Molti strutturali e genetici sono che l'insana passione sia nata in molti di noi generazione anni 80' mentre crescevamo. Io da piccola avevo una paura tremenda dell'omino tabù e mi emozionavo per gli spot Barilla dal gattino sotto la pioggia fino a quello dei fusilli Barilla 1988 che mi aveva tanto ispirato da farmi riempire tutte le giacche di papà di farfalle. Se ve lo state chiedendo erano crude, tranquilli per quanto all'epoca avessi 4 anni avevo capito che fosse meglio lasciarle al naturale e scondite, perchè sembra fosse diffusa la moda di metterle con tanto di sugo, con grandi lamentele da parte dei papà italiani. Undici anni dopo quello spot quando la famiglia hippie metteva su casa nel faro Barilla 1999 dopo la delusione pazzesca data dalla loro svolta borghese ho cominciato ad avere dei dubbi. Con gli anni ho aperto gli occhi mi sono accorta che l'omino tabù non era poi così temibile e il papà dei fusilli barilla era davvero un bel tipo dagli occhi blu, ma soprattutto ho capito che sarebbe stato bello se crystall ball avesse mantenuto le sue promesse perché "se vuoi si attacca non rompe niente e poi non macchia" è stato uno degli spot più truffaldino della storia, altro che gli anticellulite o le creme per far crescere il seno (ma davvero ci sono donne che ci credono?). Io ho sporcato con il crystall ball tutto lo scibile umano. Realizzzo solo ora di essere stata una bambina che ha dato grandi soddisfazioni alla tintoria sotto casa. E anche la storia delle famiglie felici e contente mentre fanno colazione nel loro mulino bianchissimo è davvero poco credibile, se non altro perché fino ai 24 anni non ho mai visto mulini non vivendo nella Mancha. Anche se con questa storia dello stage troppo spesso mi sembra di combattere contro dei mulini a vento. 
La verità oltre la facile ironia e i torbidi meccanismi del sistema, è che la pubblicità secondo me rappresenta una delle forme d'arte più moderna e diffusa se fatta bene. Uno dei pochi settori in cui c'è spazio per le idee, concentrate con tanto di musica e parole. Emozioni che senza sforzo ti raggiungono direttamente quando sei a casa spalmato sul divano e ti strappano un sorriso. E la pubblicità che prende in giro se stessa è quella che fa sorridere di più. Check It Out.